[hp reloaded] harry potter gdr.

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Sala Grande [GdR]
view post Posted on 19/8/2009, 23:21Quote
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* “Dodici cupi rintocchi risuonano, corda d’arpa del Re; e, l’ultimo svanito, si odono terribili rumori dall'attiguo cimitero.
Un violino vacuo e scordato presenta la Morte, in tonalità errate, su di una pietra tombale.
Forti strida si levano dai sepolcri maledetti, le note sinistre richiamano i morti dalle tombe; in candidi sudari, volteggiano attorno in una danza infernale.
La quiete si è estinta, la ridda selvaggia, e la Morte, nel mezzo, danza elegante fra malizia e miseria.”


Il greve uscio della Sala Grande venne forzato dalla spinta di Jean, che, con passo cadenzato dal silenzio contiguo, varcò la soglia della magica stanza e continuò il suo cammino verso il lungo tavolo a lui prossimo. La volta appariva con sparute stelle dalla luce sbiadita e la notte abbracciava il riposo dei mortali, che sempre si concedono alla pura astrazione dei pensieri eccelsi; ed il buio accompagna il suo amato silenzio. Giunse, allora, alla sua meta, senza alcuno scopo significativo. I suoi pensieri per l’amato tormentavano la mente ed ogni forma di ragione, voleva soltanto sentirsi prigioniero di uno spazio infinito.
Il portone si aperse di nuovo.

“Così i morti si arrestano. Nel vento gelido risuonan tormenti, un mortifero fremito percorre le schiere dei trapassati: ogni cosa si volge in ascolto all’assente e pallida Luna.
Ma le note stridenti del violino scordato di nuovo infrangono il silenzio, ed i morti danzano ancora più folli, ed il vento si unisce al coro dei fantasmi, gemendo fra i nudi rami dei tigli.
"

Jean sentì la nuova presenza sempre più vicina, sempre meno informe. Nell’aria si avvertiva un dolce profumo di fiori di campo; reminescenza, guferia, bacio.

”D'improvviso la Morte si ferma e, nel silenzio che segue, si ode il mirabile canto del gallo.
I morti si affrettano verso le tombe e la fatale visione svanisce nella luce dell'alba.
*

<< Laetitia.. >>

* Scandì ogni singola sillaba con estrema dolcezza

”Tutto si conclude in un pizzicato d’archi...” *
 
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view post Posted on 19/8/2009, 23:28Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 3/2/2010, 21:28


Toc, toc, toc.
*I passi della D'Altorio rimbombarono nella Sala Grande praticamente deserta. Era annoiata, la cugina Aisha aveva passato il pomeriggio su polverosi libri arabi vecchi come la fame, che senso aveva sfogliare un libro senza figure? In arabo per giunta! Così Laetitia, attanagliata dalla noia e dall'afa, aveva trascorso la giornata dedicandola a se stessa. Si era fatta i capelli mossi, vi aveva applicato impacchi di the verde per renderli lucidi, si era dipinta con cura ogni unghia dei piedi e delle mani disegnandovi sopra elaboratissime figure con lo smalto, aveva fatto un po' di step in camera per tonificarsi. A cena era finalmente riuscita a parlare con la cugina e un paio di conoscenti di quest'ultima, ma poi Aisha, stanca della giornata intensa, era andata a letto presto, lasciando sola la bellissima Laetitia, che non era abituata a dormire presto. A Beauxbatons, nel dormitorio delle ragazze, organizzavano sempre festini e riuscivano a far introdurre di nascosto alcohol e ragazzi, in modo che ognuna si assicurasse un diversivo per concludere la giornata in modo alternativo. In quella scuola sembravano tutti mosci, uffi, sembrava di stare in un ospizio!
Così la bella Serpeverde aveva deciso di fare un giro per la scuola, e finì in Sala Grande, con la speranza che qualcuno avesse organizzato un party. Indossava un corto vestito di paillettes azzurre, con scarpe e pochette abbinate. Il trucco era molto pesante ed elaborato -aveva avuto molto tempo per dedicarvisi - e si era spruzzata un'abbondante dose del profumo che aveva la sera che si era baciata con Jean. Chissà,magari avrebbe portato bene! L'unico gioiello che indossava era una piccola croce d'oro bianco, con un prezioso zaffiro incastonato, che spariva tra i due seni legata a un cordino anch'esso d'oro bianco. Di colpo, lo vide. Jean. Il suo adorato Jean. Il ragazzo più bello che aveva incontrato a Hogwarts, quello a cui si era avvinghiata in Guferia. Non si era più fatto vivo, il mascalzone.*
<< Mon amouurrr.... >>
*Sussurrò con voce mielata cingendolo da dietro, sperando di averlo colto di sorpresa. Fece ben attenzione ad appoggiare il suo petto prosperoso contro le scapole del Corvonero.*
<< Dov'eri? >>
*Gli chiese in un sussurro, appoggiandogli il mento alla spalla destra. Dolci sussurri, sospiri incantevoli. Un fremito le percorse tutto il corpo.*

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view post Posted on 19/8/2009, 23:41Quote
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*La stella della sera illuminò il gioiello sul fragile e morbido collo della fanciulla. Jean rimase strabiliato da come quel blu profondo del mare si intrecciasse tanto mirabilmente con il lucente chiarore dell’oro*
<< È meraviglioso.. >>
*Cosciente del suo sguardo fisso e scortese sui seni della dolce francese, volse subito gli occhi altrove e arrossì un poco. Osservò la nuova visione con incanto: le sue vesti ricadevano leggere su quel corpo formato, al tenue fulgore degli astri. Si alzò pianto, cercò il contatto, la strinse.
Portò la bocca al suo udito, e sussurrò lusinghevole*
<< Quam amoena, oh castitatis Lilium. È stupendo rivederti in questa notte incantata; il tuo profumo di buono si spande ancora nei miei ricordi, sotto la mia pelle. Perché sei qui, di notte? Non che sia a me cosa sgradita, tutt’altro. >>
*Fece accomodare la bellissima Serpeverde accanto a lui e ne contemplò nuovamente ogni bellissimo particolare. Quali sentimenti stessero muovendo le sue azioni, erano a lui ignoti.
“Mikhail..”*
 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 3/2/2010, 21:28


*Laetitia sorrise e si accarezzò un seno delicatamente, soddisfatta dall'estasi e dal complimento del ragazzo. Non era una ragazza pudica, ma questo anche le Gargouilles della Torre Nord l'avevano capito.*
<<grazie, complimento migliore non lo potevi fare..>>
*Ridacchiò maliziosa, mordicchiandosi un dito, lo sguardo audace fisso negli occhi di Jean. Poi inarcò un sopracciglio, il ragazzo aveva parlato una lingua bizzarra. Latino forse. Ad ogni modo, poi disse cose più comprensibili, poteva permettersi il lusso di non aver capito alcune parole.*
<<la notte rende tutto più...misterioso, più sexy... non trovi? O mi ameresti anche sotto i raggi del sole? Dimmelo, Jean, rinfrancami con le tue parole... ho sete di te...>>
*Disse in tono languido. Ma non gli diede tempo di rispondere, gli prese la faccia con le mani inanellate, freddi anelli preziosi, e si tuffò nella sua bocca, gli occhi chiusi, il cuore impazzito, il respiro bloccato. Finalmente, dopo due giorni, era di nuovo lì, insieme a lui.*

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view post Posted on 20/8/2009, 00:17Quote
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* “Tutto questo è sbagliato, eppure squisitamente sensuale”. Un sentimento di angoscia e pentimento che Jean non riusciva ad ignorare. Le sue labbra lambirono la altre, di Laetitia, ed in quella passione era magistralmente celata una profonda e gelida atarassia. Non riusciva a concedersi ai sensi, non si inebriava della sua vicinanza. Lei lo desiderava, lui bramava il suo desiderarlo.
Poi, tutto questo svanì.
La cinse forte in vita, come un perfetto accordo di scala, con la stessa armonia. E lentamente mosse il suo tatto per sentire il fremere della loro giovinezza, si strinsero caldi.
“La amerò”, si disse “e perpetuerò il suo puro sentimento per me”. Tra effluvi di dolci parole, i due si amarono teneramente e sentirono l’un l’altro il lesto andare delle corde del cuore.
Quando l’ora fu tarda, Jean accarezzò la mano candida della sua dolce compagna; la strinse alla sua, avvolgendola, e felici uscirono dalla sala incantata, verso luoghi felici *


<< La mia stella discende nell'abisso del dolore,
guardala infrangersi su demoni e tormenti.
Brilla del fugore delle sue lucenti catene,
e stringimi forte, in questa pioggia infinita... >>
 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/2/2010, 14:58


*Dalla Sala Comune alla Sala Grande in un batter d'occhio. Un'improvvisa fame aveva colpito il giovane Serpeverde, che di mal di gola non ne aveva più. Vestito di nero, con quella veste tagliata alle spalle e che risaltava la sua pallida pelle ad Agosto. Entrato in Sala Grande osservò il suo tavolo, quello dei Serpeverde e non ci pensò due volte: si andò a sedere. Prese un piatto e si servì di bacon e uova strapazzate. Che fame.*


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Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 17:01, 25 minuti fa


*Alyssa non aveva dormito molto quella notte e per cui aveva utilizzato le prime ore mattutine per riposare un po’. Era tardi quando aveva cominciato a vestirsi per scendere per la colazione. Si era vestita di fretta indossando un vestito corto, a fascia, rosso. Portava una cintina bianca e sandali dello stesso colore che avev messo cercando di ammortizzare il forte impatto del vestito. Aveva sceso veloce le scale, i capelli appena pettinati erano tenuti a stento in una coda alta fatta mentre la grifondoro si incamminava verso la sala grande. Aveva raggiunto il salone con passo svelto e fermo quando però si bloccò in mezzo alla sala. Non sapeva bene dove andare a sedersi quella mattina, il suo tavolo era pieno di persone troppo allegre che si scambiavano opinioni troppo frivole per come si sentiva quel giorno la londinese. Ad ogni modo anche se un po’ controvoglia si avvicinò al suo tavolo mettendosi in modo da poter osservare la maggior parte della sala.*

 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 10/2/2010, 15:11


*Erano quasi le undici della mattina, decisamente tardi per recarsi in sala grande per la prima colazione, ma le vacanze non erano ancora terminate e gli studenti che risedevano già a scuola si svegliavano il più tardi possibile.
Stranamente anche Aisha era tra questi. Quella mattina si era svegliata dopo le nove, si era lavata, truccata e vestita, prima di scendere in sala grande aveva svegliato sua cugina Laetita per metterla al corrente dei suoi spostamenti per la giornata, ma anche perché non riusciva più a sopportare di vederla immersa in un profondo sonno a quell'ora del giorno.
Aveva coperto il suo particolare abbigliamento con un mantello nero; costituito da una gonna corta di lucidissima pelle nera e un corpetto con le coppe che si intrecciava sulla schiena nuda, e aveva lasciato la sua stanza.
Non aveva incontrato nessuno nel tragitto fino alla sala grande, almeno non qualcuno che valesse la pena di salutare.
Il portone della sala grande era accostato a quell'ora, e la ragazza fù costretta a spingerlo delicatamente per aprirlo quel tanto che basta a far si che il suo corpo sottile si insinuasse all'interno dell'immensa sala arredata solo con cinque lunghe tavolate e delle candele spente che di notte la illuminavano. Volse lo sguardo verso l'alto, il cielo fittizzio della volta era azzurro, ma di tanto in tanto era velato da nubi bianche, il tipico cielo di fine estate.
Lentamente si avvicinò al tavolo di serpeverde, che stranamente era quasi deserto, tra i presenti conosceva solo un certo Carm Sgroul, un ragazzo carino che aveva un anno meno di lei. Decise che si sarebbe seduta vicino a lui quella mattina.*
<< Buongiorno Carm.>>
*Lo salutò la ragazza con voce piatta e atona mentre si sfilava il cappuccio del mantello e con gesti annoiati e meccanici scioglieva i nodi che lo tenevano stretto in torno al suo collo. Infine lo lasciò cadere sulla panca lasciando che scivolasse lungo la sua seminuda schiena, e fingendo di ignorare gli sguardi interessati di alcuni ragazzi, e quelli disguastati delle ragazze, prese dal tavolo la brocca di succo di zucca.
Nessun'altro fù degnato della sua attenzione, i suoi incredibili e malvagi occhi viola restarono stranamente fissi su un punto indefinito dinanzi a lei mentre beveva il suo succo.*

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/2/2010, 14:58


*Aisha, vero? Sì, doveva chiamarsi così quella ragazza che s'era seduta di fianco a lui. La Sala Grande, d'altronde, era piena zeppa di ragazzi, che chiacchieravano e mangiavano tranquilli. Quando Aisha lo salutò lui aveva appena imboccato un boccone di uova strapazzate. Non erano esattamente di suo gradimento, ma la fame era tanta, quel giorno.*

< Ciao Aisha. >

*Disse, non appena ebbe ingoiato il suo morso. Non era esattamente voglioso dic ompagnia quella mattina. Avrebbe preferito mangiare tanto, in modo da placare quella strana fame e poi andare a dormire, di nuovo, perchè sapeva che gli sarebbe venuto sonno. Era sempre così. Mangiava tanto e poi subentrava una stanchezza trascendentale, che non gli apparteneva. Lui, Carm Sgroul, stanco? Solo il troppo cibo riusciva ad abbaterlo, in un certo senso. D'altronde non aveva mangiato ancora molto, e averbbe fatto bene a mantenere la calma in presenza di Aisha. Si versò quindi del succo di zucca, mentre passave in rassegna con lo sguardo gli altri tavoli, riconoscendo due, tre ragazzi. Tra questi la ragazza incontrata il giorno precedente, Alyssa. Posò la brocca e iniziò a sorseggiare il suo succo, non proferendo alcuna parola. Preferiva il silenzio, forse?*


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Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 17:01, 25 minuti fa


*la grifondoro si avvicinò svogliatamente una brocca versando in un bicchiere del succo. Non aveva molta fame quella mattina, probabilmente era ancora troppo assonnata, o semplicemente non aveva gli stimoli per svegliarsi come si deve. Le persone le passavano davanti come masse indefinite, le parve di riconoscere il serpeverde che aveva incontrato al ponte il pomeriggio precedente, l’amore chimico della Yaxley, parlare con una ragazza che se non ricordava male era la cugina della D’Altorio. in ogni caso si trovavano al tavolo della loro casata e non sarebbe stato il caso di andare lì, soprattutto perché non ne aveva alcuna ragione, non ancora per lo meno. Giusto un sorriso, come cenno di saluto, aveva dedicato al ragazzo del quarto anno, senza sapere bene se lui l’avesse colto o meno. Lei non era una tipa invadente e soprattutto amava il silenzio, non sarebbe stata di certo lei ad interrompere e guastare il loro quadretto. Bevve un sorso del succo passando in rassegna con lo sguardo le cibarie sulla tavola, ma nulla richiamava particolarmente la su attenzione. Sospirò.*

 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 10/2/2010, 15:11


*Aisha non faceva caso a ciò che le capitava intorno, impegnata com'era nei suoi strani pensieri, che occupavano tutta la sua mente nel tentativo di tirar fuori da quei scritti apparentemente inutili qualcosa di costruttivo. Ci aveva riflettuto tutta la notte, ma per ora non aveva trovato alcuna soluzione, e questo la metteva di pessimo umore.
Come al solito era vittima della sua stessa fretta, sapeva benissimo che non sarebbe arrivata a nulla in una notte, e neanche in un anno, prima di lei solo una persona era riuscita a scoprire l'elisir di lunga vita, era scontato che lei non potesse riuscirci in così breve tempo.
Tuttavia il disappunto si leggeva chiaramente sul suo volto, gli occhi erano ridotti in due minuscole fessure mentre le sue sottili labbra erano serratissime, quando non erano intente a bere dal suo calice.
Notò la presenza di una ragazza di grifondoro dall'aspetto stanco, ma non vi badò più di tanto, aveva attirato la sua attenzione solo perché aveva preso posto in corrispondenza al punto dove lei teneva fisso il suo sguardo.
Aisha accolse con un leggero cenno della testa il saluto di Carm, con il medesimo atteggiamento con cui le dame di un tempo ricambiavano il saluto di un uomo di rango inferiore a loro, poi il silenzio calò tra i due, probabilmente Carm non osava rivolgere la parola ad una ragazza con la reputazione di Aisha, nè lei era particolarmente incline alla conversazione quella mattina; le uniche parole che uscirono dalle sue labbra furono:
<< Potresti passarmi del Bacon?>>
Chiese con un tono di voce freddo e autoritario, ma pur sempre senza abbandonare una parvenza di cortesia.
Unica cosa ad attirare la sua attenzione fù il sorriso della grifondoro rivolto verso il suo tavolo, Aisha guardava verso di lei, e per un'attimo le venne il dubbio che potesse essere rivolto a lei.
Per tutta risposta Aisha le indirizzò uno sguardo carico di rimprovero, se era destinato a lei avrebbe abbassato lo sguardo, se invece era diretto a terzi avrebbe comunque colto l'ammonimento.*

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* Angel si era svegliata da poco, quella notte era rimasta sveglia fino a tardi.
Con aria mezza addormentata si diresse verso il tavolo dei Tassorosso a passo veloce e appena arrivata davanti ad esso si sedette lentamente, iniziò a guardarsi intorno cercando qualcosa di leggero da mettere nello stomaco, non aveva poi così tanta fame ed aveva invece ancora molto sonno, forse non era stata un'ottima idea rimane sveglia fino alle 2 ma almeno ne era valsa la pena. *



Edited by Angel Lamperouge - 21/8/2009, 11:42

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/2/2010, 14:58


*Notò il sorriso di Alyssa, e lo accolse doclemente, rivolgendogli un saluto con il capo, e sorridendo allo stesso tempo. Una dolcezza così curata e così fine da poter ammaliare qualsiasi bestia, o essere umano. Udì poi la richiesta di Aisha, e senza dire nulla gli passò il vassoio del bacon. La ragazza era così interessante, di un interesse che però non colpiva in pieno Carm. Sembrava troppo frustrata.*

< E' ottimo, il bacon. >

*Disse, poi osservandola negli occhi con espressione seria, come se quell'affermazione nascondesse un secondo significato, un'importante allegoria. ma probabilmente non nascondeva nulla di veramente sensato. Forse era lo sguardo di Carm a nasocndere qualcosa. Una specie di preoccupazione balenò tra le sue iridi, mentre osservava curioso gli occhi di Aisha. Non disse altro. Ritirò lo sguardo e imboccò un altro morso di uova strapazzate, che davvero erano immangiabili. La fame si era placata, ma stranamente non per il cibo ingerito.*


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*la grifondoro accolse con il solito sorriso il saluto del serpeverde e stava per distogliere lo sguardo dal loro tavolo quando la ragazza che aveva inquadrato come la cugina di Laetitia le lanciò un’occhiata di rimprovero. Alyssa non ne capì la ragione, non l’aveva degnata di uno sguardo da quando era giunta nella sala grande se non quando passando con lo sguardo su tutti i presenti l’aveva notata seduta accanto a Carm. Di risposta, l’orgogliosa grifondoro non potè che sostenere quello sguardo ferma, senza dare il minimo cenno di cedimento. Non era sicuramente prudente un atteggiamento del genere ma i nostri lettori avranno ormai capito che spesso nei comportamenti della nostra giovane londinese c’era poco do ponderato e prudente quando sentiva l’orgoglio salire a sovrastare ogni cosa. In quel momento aveva anche notato con la coda dell’occhio l’arrivo della tassina incontrata il giorno precedente, ma era troppo distratta per prestarle attenzione in quel momento.*

 
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* Mentre attendeva che Carm, da bravo cavaliere, le passe il becon evitandole di doversi alzare, notò una ragazzina di tassorosso, che non le sembrava assolutamente di conoscere, e a giudicare dall'aspetto aveva undici o dodici anni, e lei di certo non poteva perdere il suo tempo con simili persone; ma la sua fretta aveva attirato la sua attenzione lei si fermava sempre a guardare chi dava prova di aver qualcosa di più importante da fare, o qualcosa da nascondere. In breve tempo si rese conto che era solo una povera ragazzina, magari spaventata di trovarsi in un posto nuovo da sola.
Distolse da lei il suo sguardo per prestare la sua attenzione a Carm e al vassoio che le porgeva. Lei lo accettò con un cenno del capo, e se ne servì un'esigua porzione, lei non aveva nezzuna intenzione di ingrassare, sarà anche stata una ragazza terribile, dai modi inquietante e dagli ideali depravati, ma era pur sempre una creatura estremamente vanitosa, lei credeva fortemente che il corpo era il tempio dell'anima, e come tale dove acurarlo e onorarlo.
Quando si apprestava a riporre il vassoio notò nello sguardo di Carm una luce insolita, sembrava che qualcosa lo agitasse, e che il motivo di tale agitazione fosse lei.
Presa da un impeto di superbia gli chiese con un tono di voce che voleva apparire gentile, quasi apprensivo, ma che in realtà celava un'ordine e una minaccia:
<< C'è Qualcosa che desideri dirmi?>>
Non aveva idea del perché di quello guardo, sapeva che non gli piaceva, a quanto ne sapeva stava con la Yaxley, quindi non immaginava il motivo per cui la guardava in quel modo; infondo era un degno serpeverde, da lei non doveva temer nulla, almeno per ora.
Almeno lui non aveva nulla da temera, ma la sfrontata grifondoro si.
Aveva notato che con orgoglio smisurato aveva osato mantenere il suo sguardo, per lei questo era intollerabile.
Con un gesto altero sollevò la pallida mano e le fece cenno di avvicinarsi. Il sorriso orrendo che era comparso sulle sue labbra scarlatte non faceva presagire nulla di buono per la sfortunata ragazza.*

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